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Hello, World.

Sono Maria Ditaranto,
Pittrice & Grafico.

Galleria

Guarda le mie Opere.

"Ogni artista intinge il pennello nella sua anima, e dipinge la sua stessa natura nelle sue immagini." (Henry Ward Beecher).



Testi Critici

"DI ARIA E DI ACQUA"

Rino Cardone

Due corpi femminili intrecciati tra essi, fino a fondersi in una sola f orma e in una sola corporatura. Qual è la proposta estetica che ci offre Maria Ditaranto con questo dipinto, intitolato "di aria e di acqua"?. E forse lo stesso dell'Androgino" di Leonardo da Vinci che, anche lui, disegnò due corpi avviluppati insieme, sullo stesso asse perpendicolare? O c'è dell'altro?Qualcosa di diverso, per quanto simile? Leonardo da Vinci riprese - con molta probabilità - il teorema platonico del "desiderio d'interezza" che perseguita (da sempre) l'individuo nel tentativo di ricongiungere le due metà del proprio sé. Ovverosia: spirito e materia, anima e mondo sensibile, intelligenza e coscienza, mente e corpo. Elémire Zolla vide nell'altra parte di sé, un sentimento di nostalgia per una perduta interezza, che non potrà essere riconquistata - a nostro avviso - se non effettuando un lavoro di ricerca spirituale, a livello interiore, e svolgendo un percorso intellettivo, di tipo collettivo, per la conquista di conoscenze e saperi, che esaltino le umane virtù. Sempre secondo Elémire Zolla questo desiderio d' integrità perduta corrisponde, inoltre, con la "radice dell'amore". Eros e Psiche, corpo e mente, verrebbe da dire, a questo punto, guardando la recente produzione pittorica di Maria Ditaranto, svolta tra sentimento religioso e corporeità fisica.

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Testi Critici

"LE DUE LUNE DI LILITH".
Opere di Maria Ditaranto -

“Io sono Lilith, reduce dall’esilio
e dalla vacua prigione dell’oblìo,
leonessa maestosa e dea di due lune.(…)”.
Jumana Haddad, “Il ritorno di Lilith”

Rino Cardone

È una scelta vivace nel genere di proposta espressiva e vigorosa nello sviluppo dei contenuti figurativi, quella che ha messo a punto Maria Ditaranto per questa mostra, intitolata “le due lune di Lilith”.Il primo elemento estetico che viene fuori da questi suoi dipinti, più recenti, è l’aver dato corpo a una “soluzione semiotica” (espressa per simboli) che è supplementare e aggiuntiva alla “rappresentazione sinottica” (d’insieme) della figura.



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Biografia

Tutto sulla mia carriera.

“Pensavano che anch'io fossi una surrealista, ma non lo sono mai stata. Ho sempre dipinto la mia realtà, non i miei sogni.” (Frida Kahlo).

1968

Maria Ditaranto

nasce a Putignano, in provincia di Bari.

1969 - 1989

Vive la sua infanzia e la sua adolescenza in un piccolo paese della Puglia, a Ginosa Marina: sulle falde meridionali della Murgia tarantina, che si affaccia sul mar Ionio, tra Taranto e Metaponto, famosa per aver dato asilo a Pitagora. Ha compiuto i suoi studi tecnico professionali e applicativi - orientati alle esigenze del mondo del lavoro - a Taranto, presso l'Istituto Francesca Saverio Cabrini, conseguendo il diploma di tecnico pubblicitario, nel 1987.

1989 - 1999

Nel 1989 si trasferisce a Potenza, dove inizia la sua attività professionale e artistica. Nell’arco di questo decennio, come tecnico pubblicitario, si è occupata di sviluppare le strategie e le campagne pubblicitarie di alcune aziende, adottando linguaggi creativi e promozionali al passo con i mutanti mezzi di comunicazione: che dai precedenti sistemi di produzione - sul piano tecnologico - sono passati, in quegli anni, a nuovi livelli specialistici di tipo digitale, informatico e telematico. Nello stesso periodo, a livello artistico, Maria Ditaranto ha sperimentato varie tecniche, incentrando la sua attenzione verso i ritratti e le nature morte: due generi che affondano le loro radici nel mondo antico, a torto messi da parte dalla modernità artistica. Alla realtà, rielaborata in chiave espressiva e “cromaticamente calda” Maria Ditaranto ha prestato, in quegli anni, grande attenzione. Ha fatto propria la lezione dello storico dell’arte Lionello Venturi che riteneva che “l’immaginazione creatrice di un’opera d’arte non rifugge dalla realtà, anzi la penetra, ne coglie l’aspetto che l’identifica col modo di sentire dell’artista”. In questo decennio la sua attività è stata tutta concentrata sulla ricerca, convinta che gli atelier sono lo spazio migliore che l’artista possa dedicare alla crescita del proprio mestiere. Essi sono un luogo polivalente e formativo: dove si producono le opere d’arte (in attesa di una vendita che verrà quando i tempi saranno maturi per rispondere meglio alle logiche di un mercato che è molto competitivo) e dove ci s’incontra con altri artisti e con i mercanti, con i galleristi, con i semplici committenti e con i potenziali collezionisti. In questi anni ha partecipato a numerose esposizioni personali e collettive, fra le quali si segnalano: il Concorso Nazionale di pittura “Filippo Salesi” - Città di Sanremo, nel 1997 e il Premio Internazionale di pittura “La Portella” a Carsoli (in provincia di L'Aquila) nel 1998.

1999 - 2001

Per il Grande Giubileo del Duemila – evento, per portata storica, senza precedenti nella storia della Chiesa Cattolica - è chiamata a realizzare le tele della Volta di San Valentino nella Chiesa di Santa Maria Maggiore di Abriola, in provincia di Potenza. Le venti tele, da lei realizzate, raffigurano scene della Bibbia e del Vangelo i cui protagonisti hanno i volti degli abitanti del paese, del Vescovo e del suo Vicario. L’intero lavoro, complesso nella sua elaborazione pratica, risponde ai contenuti teologici (a proposito dei criteri da adottare per giudicare la realtà temporale, senza mai perdere di vista la persona umana) che sono contenuti nella bolla d’indizione (la «Incarnationis mysterium») dell’Anno Giubilare; in cui Papa Giovanni Paolo II sostiene che “l’'ingresso nel nuovo millennio incoraggia la comunità cristiana ad allargare il proprio sguardo di fede su orizzonti nuovi nell'annuncio del Regno di Dio”. Contestualmente, Maria Ditaranto realizza una serie di dieci tavole litografiche che rappresentano l'Amor Sacro e l’Amor Profano, dove perfeziona la sua ricerca sui contenuti estetici della storia dell’arte (già intrapresa in anni giovanili: tra il 1989 e il 1999) intorno alla lezione del filosofo e umanista, Marsilio Ficino - tra gli autori patri del Rinascimento - che con la sua Accademia Neoplatonica s’intrattenne per primo sulla contrapposizione della “Venere terrena” e la “Venere celeste” dicendo: “Veggiamo ancora due Veneri: l’una è la forza di quest’Anima di conoscere le cose superiori: l’altra è la forza sua di procreare le cose inferiori. La prima non è propria dell’Anima: ma è un’imitazione della contemplazione Angelica. La seconda è propria dell’Anima... “ (Marsilio Ficino, Sopra lo Amore ovvero Convito di Platone, capp. VII, VIII, XI).

2001

Nel 2001 il Comune di Potenza commissiona all'artista il dipinto Le meditazioni di Francesco - una tela dipinta a olio - in cui emerge il rapporto dell'uomo con la natura. L’opera è stata donata dalla città di Potenza, alla città di Assisi. Da quel momento in poi inizia a cambiare la ricerca stilistica portata avanti da Maria Ditaranto che dopo anni trascorsi in una lunga sperimentazione sulla rappresentazione della figura umana - recante al centro gli aspetti psicologici - passa a nuove “pratiche ornate” che la portano a realizzare delle strutture compositive - molto più complesse rispetto alle precedenti “scene di genere” – in cui l’artista incentra la sua nuova ricerca immaginifica e creativa, su scelte di tipo simbolico e semantico.

Contatti

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